Antologia dell’urlo – L’esorcista (1973)
Antologia dell’urlo – L’esorcista (1973)

L’esorcista (The Exorcist) è un film del 1973 diretto da William Friedkin e tratto dall’omonimo romanzo di William Peter Blatty, che scrisse anche la sceneggiatura del film.
Sicuramente è uno dei film horror più conosciuti al mondo nonché il capostipite della serie di film con tema esorcismi, nonostante la forte censura che subì questo film riuscì ad avere un ottimo successo sia di critica che di pubblico così che nel 2010 entrò a far parte del National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Il film inizia con un gruppo di archeologi che trova una statuetta che raffigura il volto del demone Pazuzu e uno degli archeologi presenti, Lankester Merrin, sacerdote cattolico, rimane molto colpito dal ritrovamento. L’attrice Chris MacNeil si trova a Georgetown insieme alla figlia dodicenne Regan per le riprese di un film, Regan trova una tavola ouija nella casa dove alloggiano e involontariamente evoca il demone Pazuzu che ingannandola si impossessa di lei. La dodicenne durante le notti seguenti si lamenta che non riesce a dormire perché sente il letto muoversi e durante una festa tenuta dalla madre inizia a dare segni di squilibrio e la madre la porta da diversi medici mentre nel frattempo nella cittadina accadono diversi fatti inquietanti. Dopo diversi tentativi inutili e dopo un’omicidio commesso da Regan la madre decide di affidarsi a un esorcista, così vengono chiamati padre Damien Karras, un giovane gesuita greco-cattolico che farà da assistente a padre Lankester Merrin, sacerdote e esorcista esperto.
Non vi svelerò il finale perché chi non avesse ancora visto il film ha il dovere di mettersi in pari.

Il romanzo era stato ispirato da un articolo del Washington Post dell’agosto 1949 che narrava di un presunto esorcismo praticato ad un ragazzo di 14 anni a Mount Rainer, nel Maryland che pare accusasse lì stessi sintomi descritti nel romanzo e poi nel film come il letto che si muove o i movimenti di altri oggetti all’interno della casa.

La Warner propose tale lavoro a Stanley Kubrick, Arthur Penn e Mike Nichols, ma tutti e tre rifiutarono. Il primo spiegò che in quel periodo non voleva dirigere film che non avesse anche scritto; Penn disse che dopo Gangster Story (Bonnie and Clyde) non voleva fare un altro film violento, specialmente se avesse coinvolto una bambina; mentre Nichols asserì che sarebbe stato impossibile trovare un’attrice dodicenne in grado di interpretare la bambina, cosa assai smentita in seguito grazie alla splendida performance dell’attrice Linda Blair che interpretò Regan.

Il cast fu molto maltrattato durante le riprese, infatti sia Linda Blair che Ellen Burstyn accusarono problemi di salute in seguito.

Dopo le prime proiezioni furono riportati casi di convulsioni, svenimenti, terrore e vomito tra gli spettatori. Vinse poi due premi Oscar come miglior sceneggiatura non originale e miglior sonoro.

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