LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI
LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI

 

 

Folgorante esordio per George A. Romero che, con una maestria unica tipica del suo genio, favorì la nascita della stagione del cinema horror indipendente americano negli anni Settanta, dimostrando che tale genere poteva fare a meno della grossa macchina produttiva hollywoodiana. Capostipite dei film indie a basso budget, riuscì a ricevere una buona risposta dal botteghino americano e soprattuto da quello internazionale – trenta milioni di dollari di guadagno netto a fronte di una spesa pari a centoquattordici mila dollari. Evidenti i riferimenti all’opera di Richard Matheson, in particolare al romanzo Io sono leggenda del 1954.
Trama semplice e lineare ma allo stesso tempo molto efficace, che narra di un gruppo di persone rinchiuse all’interno di una casa nel tentativo di sopravvivere all’attacco dei non-morti – che nel film vengono chiamati ghoul. Il gruppo è composto da individui appartenenti a estrazioni sociali molto diverse e questi tenderanno a creare un delicato equilibrio interno durante l’assedio; equilibrio che tenderà lentamente a sfaldarsi durante lo svolgimento del film.
Il personaggio principale, un eroe di colore (non tanto scontato se si considera gli anni in cui il film è stato prodotto) si contrappone al classico personaggio americano che acquisisce fin da subito connotazioni decisamente sgradevoli e ripugnanti, dovuti al suo carattere vigliacco ed egoista. Il gruppo dei sopravvissuti diviene così metafora della società americana: Romero attraverso questa produzione promuove un’aspra critica contro le disuguaglianze sociali insite nella propria collettività, evidenziando paure e tensioni che attraversavano il paese in preda ai conflitti razziali e intergenerazionali provocati dalla guerra del Vietnam.
Romero reinventa completamente le caratteristiche del genere e le trasla in chiave politica e antropologica decretando così la nascita di un nuovo filone che possiamo definire horror sociale: una nuova immagine dello zombie, molto lontano dai vecchi modelli mitico-religiosi del vudù appartenenti ai film del passato (per esempio White Zombie di Victor Halperin del 1932 o Ho camminato con uno Zombie di Jacques Tourneur del 1943). Per la prima volta la paura possiede la nostra stessa faccia e l’orrore si può fare strada sia dall’esterno che dall’interno, riproducendo e scatenando inediti caratteri di forte e incontrollabile ferocia sociale come il cannibalismo. Con queste rivoluzioni narrative e culturali il film ha plasmato e segnato l’intero immaginario collettivo cinematografico successivo, arrivando fino ai giorni nostri. L’opera diventa attuale più che mai oggi, in un momento storico in cui le differenze sociali e culturali si stanno sempre più inasprendo in tutto il mondo.
Si consiglia la visione di tutti i sequel.

VISIONI CONSIGLIATE DELLO STESSO REGISTA: La stagione della strega (1972), Zombi (1978), Il giorno degli zombi (1985), La Terra dei morti viventi (2005).

Recensito da Andrea Ponzecchi

 

 

 

Stunning debut for George A. Romero. In the seventies he promoted with great mastery the beginning of independent American horror cinema, proving that this genre could forbear of the big Hollywood production. Night of the Living Dead was the founder of low budget indie movie, and it received a good response from the American box-office, but also from the international one, with thirty million dollars of earn, and the movie costed 114 thousand dollars. There are evident references to Richard Matheson’s wok, especially to the novel I Am Legend (1954). The plot is simple and linear, but very effective at the same time: a group of people is locked-up in a house trying to survive against the attack of the living dead, the ghouls. The group is composed of people with different social background, and this will create a delicate balance within during the siege; a balance that, as the movie goes on, will slowly fade. The main character, a black hero (which is not so common, if we consider the time in which the movie was produced), is in contrast with the classic American character who from the very start has a lot of unpleasable and repulsive aspects, due to his coward and selfish temper. The survivors group become an American society’s metaphor: Romero, through this movie promotes a harsh critic against the social inequalities, underlining fears and tensions that occurred the country during the racial and intergenerational conflicts provoked by the Vietnam war. Romero reinvents from scratch the genre characteristics and it translates them in a political and anthropological manner, starting a new zombie imaginary, very far away from the old religious- mythical voodoo of the past movies (for example Victor Halperin’s White Zombie, 1932; or Jacques Tourneur’s I Walked with a Zombie, 1943). For the first time the zombie has our same face, and the horror can permeate both from the inside and from the outside, and it reproduces and breaks unusual features of harsh social ferocity, like cannibalism. With this narrative and cultural revolutions, the movie has shaped the entire sequent collective cinematographic imaginary, till our days. The movie become very actual in our time, in a historic moment in which the social and cultural gap are more and more strong worldwide.
All the subsequent sequel are recommended.

RECOMMENDED FROM THE SAME DIRECTOR: Hungry Wives, 1972; Dawn of the Dead, 1978; Land of the Dead, 2005.

written by Andrea Ponzecchi

 

 

 

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