Horror Games: “Bloodborne”

Written by Chiara Volponi

Agosto 13, 2021

Per la rubrica Horror Games oggi parliamo di Bloodborne, un “souls-like” da incubo.

Risvegliarsi in un incubo: Bloodborne

Bloodborne horror games – La recensione che vi proponiamo oggi in maniera del tutto spoiler-free è Bloodborne (2015), il ben noto gioco di FromSoftware disponibile unicamente su PlayStation 4/5. La software house è particolarmente nota per aver dato vita a un sottogenere a sé stante, quello dei “souls-like”, ovvero degli action-rpg con delle meccaniche sia di gameplay che di level design piuttosto particolari. 

Bloodborne è un gioco che parla di percezione, cacciatori, bestie, sogni, ma soprattutto di sangue.

Sin da subito al giocatore viene affidato da Gehrman, un anziano signore in sedia a rotelle, il compito di estirpare una piaga presente a Yarnham, la città in cui egli si “risveglia” dopo un’operazione. Deve cercare durante “la notte della caccia” un particolare tipo di sangue curativo, che potrebbe salvare la popolazione da una malattia denominata “paleblood”.
Ma come ogni souls-like, la strada per arrivare a compiere la propria missione, è lunga e piena di insidie e sono tante le cose che il personaggio dovrà vedere con i propri occhi prima di mettere fine a questa storia. Per provare a salvare la città dalla piaga infatti, il giocatore avrà bisogno non soltanto di lame e proiettili, ma anche della conoscenza che egli (dapprima) non ha e che in questo titolo è un vero e proprio elemento di gioco.
Essendo appena approdato nella città, il nostro personaggio principale sa poco dei residenti, e a causa della reciprocità della cosa, egli non è ben visto dalla popolazione locale, che non si farà alcun problema nel tentare di ucciderlo, nonostante egli li voglia aiutare. Questo sarà uno dei tanti sacrifici che il giocatore dovrà fare per arrivare al termine del suo viaggio.

Bloodborne prevede diversi finali, tre per l’esattezza. La riuscita dei primi due dipende da una scelta fatta a fine gioco in cui si accetta o rifiuta una proposta fatta da Gehrman. Il terzo finale è quello più emblematico e dipende, anche in questo caso, dalle scelte fatte con Gehrman, ma anche dalla conoscenza che egli ha e se ha con sé alcuni specifici oggetti che egli deve raccogliere. I diversi finali determinano non soltanto il destino di Yarnham, ma anche quello del giocatore stesso.

Bloodborne horror games – Parlando di meccaniche di gioco, Bloodborne è una fantastica boccata di aria fresca rispetto ai precedenti titoli di FromSoftware. Pur rimanendo fedele al classico stile dei souls, in questo titolo si ha un gameplay più frenetico, dove i riflessi e la logica delle combo sono il nucleo portante dei combattimenti e quelli del giocatore verranno messi a durissima prova. Pur vantando molte meno armi utilizzabili rispetto ai precedenti (e successivi) titoli, le combinazioni possibili le rendono qualitativamente più interessanti dal punto di vista di gameplay e creatività nell’utilizzo, grazie agli elaborati moveset che ognuna di esse ha.
A differenza degli altri souls inoltre, la meccanica del “parry” riceve una sostanziale modifica in termini di riflessi, poiché Bloodborne non prevede quasi per nulla l’utilizzo di scudi (unica ancora di salvezza per i giocatori dei souls), ma solamente pistole che, in caso di fallimento, potrebbero lasciare il giocatore vulnerabile a pesanti attacchi ostili.

Inoltre vale la pena menzionare i precedentemente citati “insight”, ottenibili sia visitando nuove aree di gioco, sia mediante l’utilizzo di oggetti. Questa caratteristica aumenta la percezione che il giocatore ha di ciò che gli sta attorno. L’esempio più ovvio che si può notare all’interno del gioco è la presenza di giganteschi esseri tra le vie della città che per tutta la durata del gioco osservano il giocatore. Tuttavia, all’inizio di Bloodborne, il nostro personaggio non ha alcun punto di “insight”, quindi non riesce e vederli e sarà solo in un secondo momento che scoprirà di essere stato osservato da questi orribili esseri per tutta la durata del suo viaggio, elemento alquanto inquietante.

Infine, un’altra meccanica interessante e unica rispetto agli altri souls, è quella dei labirinti creati dai caliciGrazie a determinati rituali fatti con dei calici trovati in alcuni punti chiave del gioco, è possibile generare dei labirinti nei quali affrontare nuovi nemici e accumulare diverse risorse. Tutto ciò è del tutto facoltativo, ma sicuramente interessante per prolungare le ore di gioco o sperimentare nuove armi e oggetti.

Bloodborne horror games – Il mondo di gioco di Bloodborne è incredibilmente dettagliato e si passa da tantissime ambientazioni diverse. Yarnham di per sè è una città che nasconde numerosissimi segreti e bellissimi scorci di paesaggio, grazie allo stile gotico che la città vanta e dalle numerose e particolareggiate creature che la infestano. Come già detto, l’ambiente di gioco cambia nel corso del tempo sia dopo aver raggiunto un certo grado di percezione, ma anche con il l’ottenimento di alcuni punti specifici, come per esempio alcuni boss. Un elemento iconico del gioco è proprio lo spostamento della luna, indice che la notte della caccia sta per finire e che l’incubo in cui si ritrova il giocatore sta per giungere al suo termine. Si può vedere da diversi posti in tutto il gioco e cambierà sempre di posizione e colore in base al progresso che il giocatore ha ottenuto.

Esteticamente parlando il gioco è un vero piacere per gli occhi. La direzione artistica (come sempre nei titoli di FromSoftware) è impeccabile. Ogni parte del mondo di gioco è molto dettagliata: Yarnham è stupenda sia nelle parti più urbane che nelle parti più rurali, soprattutto se abitate dalla popolazione locale, che vi si muove all’interno non in modo statico, ma come se ci vivesse veramente dentro. C’è una costante attenzione ai dettagli, sia nelle descrizioni degli oggetti meno rilevanti ma soprattutto nei personaggi, nei nemici e nei boss, con un livello di realismo talvolta raccapricciante.

Per concludere, Bloodborne è un validissimo titolo, un incubo che vale la pena vivere e raccontare. A prescindere dal fatto che personalmente piacciano o meno i souls-like, questo titolo oltre a raccogliere il meglio delle meccaniche dei precedenti giochi, vanta uno stile di gameplay del tutto nuovo e frenetico che fa venir voglia di scoprire tutto sui personaggi, ambientazioni e stili di gioco con cui è possibile dilettarsi nel tentativo di sopravvivere alla notte della caccia.

Leggi QUI il programma dell’edizione 2021!

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