HORROR GAMES: “Bioshock” – Recensione

Written by Chiara Volponi

Ottobre 8, 2021

Per la rubrica Horror Games oggi parliamo di Bioshock, iconico sparatutto in prima persona.

 

Bioshock recensione – No Gods or Kings, Only Man

L’iconico titolo che andremo a rispolverare oggi è Bioshock, un gioco che non necessita assolutamente di presentazioni. Uscito durante gli anni della diffusione degli sparatutto in prima persona (FPS), Bioshock è sicuramente uno di quei prodotti che riesce a distinguersi sotto ogni punto di vista. Sviluppato da 2K e uscito per la prima volta nel 2007 in esclusiva per Xbox 360, oggi è disponibile praticamente ovunque (non avete scuse per non giocarlo) anche nella sua versione più “completa” che include anche i titoli successivi e i rispettivi contenuti extra.

Tuttavia, nonostante tutta la saga nella sua interezza sia una vera e propria icona, in questa recensione ci concentreremo principalmente sul primissimo titolo della serie, dove la storia di Bioshock ebbe inizio: a Rapture.

Il nostro protagonista, Jack, è vittima di un terribile incidente aereo da cui esce però fortunatamente illeso (nonchè unico superstite). Il solo appiglio a cui riesce ad aggrapparsi in mezzo all’oceano è un inusuale faro, in cui ovviamente cercherà riparo.

Jack scoprirà ben presto che questo strano faro è in realtà un passaggio verso Rapture, una mastodontica città subacquea nata negli anni 40 per mano di Andrew Ryan, un magnate che la costruì nel tentativo di discostarsi dagli abitanti del mondo esterno, e dalle loro orribili visioni religiose, politiche ed etiche, creando a sua volta una città a misura dell’individuo, dove quest’ultimo poteva essere veramente se stesso. L’ingresso a Rapture venne coordinato da Ryan stesso, facendo una accuratissima selezione di persone dal mondo esterno.

Come tutte le società utopiche che si rispettino, anche a Rapture scoppiano le lotte tra le classi sociali, si ispessiscono le differenze tra i ricchi e i meno fortunati e il malcontento generale aumenta. Il vero picco (in negativo) che Rapture riesce a toccare lo si ha con la scoperta dell’ ADAM, una sostanza ricavata da delle peculiari lumache che riesce ad alterare i geni di chi ne viene a contatto  e da cui vengono prodotti i plasmidi, delle droghe che (oltre a essere assuefacenti) donano strani poteri a chi le assume. A dare il via all’inesorabile declino di Rapture è Frank Fontaine, un uomo che, non contento della critica situazione all’interno della città, riesce a ottenere il favore delle classi operaie e iniziare una vera e propria lotta sociale, approfittando anche della diffusione dei plasmidi da cui è nato un vero e proprio mercato nero, sia a causa dell’assuefazione che provoca, sia perchè un plasmide è considerato una vera e propria arma, essenziale per difendersi nell’ormai caotica Rapture.

Tornando a Jack, durante il suo arrivo a Rapture, viene contattato da una nuova figura, quella di Atlas che gli chiede, gentilmente, di fermare Ryan e il potere da lui ottenuto.

Durante la sua avventura Jack avrà modo di aggirarsi all’interno delle tetre vie di Rapture, avendo un assaggio (sia attivo che passivo) della straordinaria potenza dei plasmidi, e imbattendosi negli ormai fuori di testa cittadini della decadente città, definiti “ricombinanti” per le mutazioni genetiche avvenute dall’abuso di plasmidi che hanno donato loro poteri sovrannaturali e grottesche malformazioni. Dopo svariati tentativi da parte di Jack di riuscire a sopravvivere a Rapture e a raggiungere Ryan – sempre sotto il comando di Atlas – egli scopre che quest’ultimo era in realtà Fontaine, che aveva finto la sua morte per rinascere come nuovo “idolo delle folle”, nel tentativo di prendere il controllo di Rapture. Spetterà quindi a Jack il compito di fermarlo e riuscire a sopravvivere a quest’incubo.

Parliamo di gameplay. Bioshock offre un vastissimo arsenale per essere sempre pronti all’azione all’interno di Rapture: sono infatti tantissime le combinazioni tra armi e plasmidi che permettono al giocatore di sperimentare i più sadici dei metodi per sopravvivere contro i ricombinanti, o peggio ancora contro i Big Daddy, degli inquietanti uomini in scafandro con poteri sovrumani che hanno il compito di proteggere le Little Sisters, le bambine che all’interno di Rapture raccolgono il prezioso ADAM dai cadaveri senza vita (e che ne sono una fonte loro stesse). Oltre lo sbizzarrirsi con la carneficina dei poveri abitanti, è possibile in alcuni casi essere un po’ più silenzioso e superare alcune sezioni anche in maniera stealth, oppure addentrarsi per i vari segreti, puzzle e trivia che la città nasconde.

Come detto prima, ogni aspetto di Bioshock è ormai iconico e il titolo è ritenuto un vero e proprio cult videoludico. A partire dallo stile artistico, Rapture è una città spettacolare, col suo stile steampunk e la sua presenza nel ben mezzo dell’oceano immerso nella fauna marina, riesce a regalare dei momenti bellissimi all’interno della navigazione delle mappe. Gli iconici Big Daddy sono probabilmente la vera e propria mascotte del gioco, freddi, tenebrosi e irascibili ma al contempo col nobile compito di proteggere le piccole raccoglitrici di ADAM: dei “giganti buoni”. Per non parlare della colonna sonora, un tuffo nel passato con i classici americani degli anni 30-40, che accompagnati al resto, riescono a dare un’atmosfera unica, che solo un titolo come Bioshock può regalare. A queste si alternano anche quelle più d’ambiente: inquietanti e ansiogeni archi, perfetti per immergersi appieno nelle tetre vie di Rapture.

In conclusione, tentando di non fare ulteriori spoiler, Bioshock è un titolo incredibile, che unisce un’ottima narrazione piena di colpi di scena (molti più di quelli che non sono ancora stati spoilerati in questa recensione) a un gameplay frenetico, adrenalinico ma al contempo misterioso e inquietante. Da menzionare anche i diversi spunti di riflessione che il gioco dà al giocatore, sia dal punto di vista narrativo mediante le lotte sociali di Rapture, sia metanarrativamente parlando. Ormai è facilmente reperibile su ogni console a un prezzo abbordabilissimo: Bioshock rimane una vera perla da non lasciarsi sfuggire durante i prossimi saldi, o, da rigiocare come classico senza tempo.

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