HORROR GAMES: “Back 4 Blood” – Recensione

Written by Chiara Volponi

Febbraio 15, 2022

Per la rubrica Horror Games oggi parliamo di Back 4 Blood, sparatutto in prima persona, dai creatori di Left 4 Dead

La resurrezione di Left 4 Dead

Dopo ben 13 anni dall’uscita di Left 4 Dead 2, grande classico fps cooperativo in salsa zombie diventato un vero e proprio classico da giocare in compagnia, è arrivato Back 4 Blood, che può essere in tutti i modi considerato il suo sequel spirituale.
Alcuni degli sviluppatori di Left 4 Dead hanno infatti preso parte agli sviluppi di Back 4 Blood, frutto del lavoro di Turtle Rock Studios.

Il gioco, sugli scaffali dal 12 Ottobre dello scorso anno, riporta in vita il grande classico degli sparatutto cooperativi horror, riuscendo comunque a offrire una interessante ventata di novità. 

Dal punto di vista della trama, non si ha particolare originalità: mondo post-apocalittico, zombie e sopravvivenza sono le parole chiave del gioco, e dovremo impersonare quattro sopravvissuti (questa volta tra una scelta ben più ampia di personaggi e abilità) e farli restare in vita all’interno dei vari scenari in cui verranno assaliti da copiose orde di non-morti. I livelli di gioco sono – sfortunatamente – poco variegati, in quanto solo una campagna è disponibile all’interno del gioco. Quest’ultima, tuttavia, risulta ben strutturata e talvolta con diversi percorsi interagibili, segreti da trovare ma soprattutto intemperie da affrontare.
Anche le varie difficoltà hanno finalmente trovato un senso, grazie alle nuove meccaniche dei “mazzi di carte”, sicuramente la novità più interessante del gioco.
I vari giocatori all’inizio di ogni nuovo livello possono permanentemente ottenere miglioramenti grazie a un sistema di estrazione di carte, dove è possibile (oltre a iniziare con un mazzo personalizzabile) pescare e comprare delle carte per ottenere dei bonus (o dei malus). In contrapposizione però, anche l’IA del gioco dispone di un suo personale mazzo, e in base alla difficoltà scelta, sceglierà di essere più o meno clemente con i giocatori. Per i giocatori più masochisti, vi è anche l’ulteriore possibilità di scegliere (a prescindere dalla difficoltà del gioco) delle speciali carte chiamate “corruzione”, con cui rendere l’esperienza di gioco ancora più difficile ma con ricompense finali migliori.

Seppur nato per essere un’esperienza cooperativa, Back 4 Blood può essere tranquillamente giocato in single player, anche se in questo caso non verrà acquisito alcun progresso permanente (una scelta un po’ triste verso i coloro che vogliono godersi il gioco in solitaria).
Anche il comparto multiplayer è stato migliorato. La prima cosa che si nota è che sono presenti molti più personaggi rispetto ai precedenti capitoli, e che la loro funzione non è puramente quella di “avatar ambulante”, ma ognuno di essi nasce con abilità e statistiche uniche. Ovviamente non tutti i personaggi sono utilizzabili da subito, ma bisognerà prima soddisfare determinati requisiti per ottenerli tutti.
Anche la gamma di armi presenti nel gioco è di gran lunga più variegata e creativa, a tal punto che è quasi impossibile provarle tutte in una sola run.

Vi è inoltre il debutto di una modalità competitiva, la modalità Sciame, ovvero una modalità PVP dove una squadra di giocatori nei panni dei sopravvissuti deve superare con successo una determinata sezione di campagna, ma che tuttavia verrà ostacolata da un secondo gruppo di giocatori nei panni degli infetti speciali. Questa modalità in realtà era già presente su Left 4 Dead 2, ma in Back 4 Blood ha acquisito nuove regole e una struttura ben più solida, che la rendono più divertente, tecnica e competitiva.

Dal punto di vista tecnico il gioco presenta un ottimo comparto sonoro e grafico. Le animazioni (rispetto a come le ricordiamo su Left 4 Dead 2) sono di gran lunga migliorate e l’Unreal Engine è ben sfruttato. Avendo su schermo centinaia di modelli in movimento, capita ovviamente che ci siano diverse compenetrazioni e che alcune texture siano meno dettagliate, ma durante la frenesia delle partite si nota ben poco o si tende a chiudere un occhio.
Per concludere, il gioco è caldamente consigliato sia se si vuole esplorare il mondo di gioco in solitaria massacrando personalmente ogni zombie, ma soprattutto se si vuole fare qualche partita in compagnia di amici in totale spensieratezza, provando magari le sinergie tra i mazzi e i vari personaggi. Il gioco è disponibile su Playstation 4/5, su Xbox One e Series S/X, e anche su PC. Su quest’ultimo inoltre, è possibile giocarlo grazie all’abbonamento al Game Pass di Windows (sicuramente a un prezzo minore di quello base del gioco), avendo anche modo di provarlo a un prezzo irrisorio (a maggior ragione se si vuole provare il gioco in gruppo).

Fabio Valere

LEGGI QUI LA NOSTRA ULTIMA RECENSIONE HORROR GAMES!

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