HODTV: “Unborn” – Recensione

Written by Marta Quitadamo

Dicembre 30, 2022

Per la rubrica in collaborazione con la piattaforma streaming horror HODTV oggi proponiamo la recensione di Unborn, presente in catalogo su https://hodtv.net/TV

Unborn – Dentro l’orrore della maternità

In un edificio fatiscente destinato alla demolizione, la coppia di guardie giurate composta dalla diligente Tiffany e l’ironico Joey, ha il compito di sorvegliare lo stabilimento e assicurarsi che non ci sia niente di fuori posto fino all’arrivo della squadra addetta alle demolizioni della mattina seguente.

Nonostante sia concentrata sul suo lavoro, Tiffany sta cercando di venire a patti con la sua gravidanza e con la relazione con Harry, il suo fidanzato, il quale non ha alcuna intenzione di avere figli.

La situazione nell’edificio inizia a prendere una piega insolita quando le due guardie notano la comparsa di oggetti insoliti, inisieme alla presenza di ombre e di voci di bambini sconosciuti provenienti da una fonte ignota.

La scoperta da parte di Joey di un laboratorio dove venivano condotti degli strani esperimenti sui neonati, con la seguente mutazione in esseri mostruosi dotati di spine sul corpo, trascinerà i due colleghi in un terribile incubo che metterà a repentaglio la loro vita e quella del bambino non ancora nato di Tiffany.

Il film è Prodotto da MiLa Media, Giant Hunter Media e  Mor Productions nel 2020 ed è diretto dal regista statunitense Tal Lazar (il quale è stato direttore della fotografia nel film vincitore del premio della giuria Jacksonville Film Festival del 2019 come miglior lungometraggio Every Time I Die). Unborn è in grado di creare un’atmosfera carica di angoscia e di tensione grazie alla costruzione della tensione emotiva in un ambiente narrativo cupo e claustrofobico, insiema all’ efficacia nella  rappresentazione dei suoi personaggi, capaci di abbattere i più comuni cliché tipici del genere Horror.

Unborn abbatte i cliché tipici della maternità. Infatti, il personaggio di Tiffany rappresenta al meglio le sue angosce e i suoi dubbi legati alla gravidanza, riuscendo a mantenere per tutto lo svolgimento del film un carattere empatico e determinato ad affrontare i suoi conflitti interiori e gli orrori che infestano l’edificio fatiscente. L’incubo nell’edificio le mostrerà il lato più oscuro e mostruoso della maternità, raffigurata da una mutazione capace di distorcere le carni di un individuo al solo scopo di mettere al mondo un essere mostruoso in sostituzione di una vita umana. Questi eventi permetteranno a Tiffany di tirare fuori il suo lato più forte e protettivo, aggiungendo una sfumatura in più alla sua caratterizzazione.

Anche il personaggio di Joey dimostra la sua profondità caratteriale, grazie alla sua evoluzione da semplice spalla comica a persona forte e in grado di affrontare con razionalità e decisione le mostruosità delle circostanze, discostandosi in maniera significativa dai tipici personaggi stereotipati dei film horror e diventando un’ottima controparte di Tiffany.

L’ambientazione oscura e claustrofobica di Unborn riesce a fornire allo spettatore la stessa sensazione di terrore e angoscia provata dai suoi personaggi. Ciò grazie a un buon uso dell’illuminazione per raffigurare il pericolo incombente degli spettri dell’edificio abbandonato e un continuo rimando ai sentimenti di intrappolamento e di paura costante provati durante il periodo di lockdown causato dalla Pandemia di Coronavirus nel 2020, coincidente con l’anno di distrubuzione del lungometraggio.

Persino la costruzione e rappresentazione degli eventi narrativi contribuiscono a trasmettere ansia e terrore nell’animo del pubblico. Il ritmo infatti, è costruito in modo tale che la tensione narrativa si evolva man mano che le manifestazioni degli spettri iniziano a diventare più frequenti e che tutti gli elementi apparsi all’interno del film iniziano ad avere uno scopo e una funzione all’interno della trama, catturando l’interesse degli spettatori e migliorando ulteriormente la qualità del lungometraggio.

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