HODTV: “Dio non ti odia” – Recensione

Written by Chiara Volponi

Febbraio 26, 2021

 

Per la rubrica in collaborazione con la piattaforma streaming horror HODTV oggi proponiamo la recensione di Dio non ti odia, presente in catalogo su https://hnet/?idProdt=WH96Pv.

 

Dio non ti odia, film indipendente del 2019, scritto e diretto da Fabrizio La Monica e prodotto da Kalama Films.  Il film ha partecipato a molti festival, riscuotendo un notevole successo nel panorama del cinema underground, tra questi ha vinto il “Best drama” all’Oniron Film Awards, “Best Feature” al Apulia Web Fest, “Best Film” al The European Independent Film Award, “Best Indie Film” al Diamond Film Awards, “Silver Stake” al The International Vampire Film e Arts festival, “Best Film” al UK monthly film festival, Vincitore al RAGFF New York.

Siamo nel diciottesimo secolo. Un padre è costretto dal villaggio a portare la figlia gravemente afflitta da una misteriosa malattia da un guaritore nei meandri più dimenticati del bosco, al fine di poter salvare lei e la sua comunità da un terribile destino. Ma niente è come sembra, il padre si troverà costretto ad affrontare una delle prove più difficili in nome di Dio e a poco a poco lo spettatore diventerà testimone della crudeltà di una fede cieca e dell’egoismo delle persone del villaggio.

L’intero film è permeato di simbologie e riferimenti alla cristianità, al demonio e più in generale al male. L’ingresso del padre con la figlia nel bosco è come un lento cammino verso la dannazione, e più il padre si avvicinerà al suo obiettivo, più toccherà il fondo. Il sacrificio che deve compiere il padre ricorda la metafora del sacrificio di Isacco: la morte di un innocente in nome di un credo superiore. Ma i risvolti di questo sacrificio sono ben peggiori: la fede si dimostra vuota e priva di fondamenta, poiché non è imposta dall’alto, ma dai cittadini del villaggio. È qui che si rivela tutto l’egoismo, l’ignoranza e l’odio dell’uomo, che forse supera di gran lunga il male soprannaturale che si rivelerà nel finale. La fermezza del padre e tutte le sue convinzioni sono ormai perse, si ha una perdita di fiducia sia nell’uomo che in Dio, e tutto si conclude con l’annullamento e con la frase simbolica di Nietzsche “Dio è morto”, come climax finale in cui speranza, fede, bontà, innocenza sembrano ormai perduti.

L’opera di La Monica oscilla tra il fantasy e l’horror, con una strizzata d’occhio a Bergman e Dreyer. Infatti, ciò che fa da padrone nell’opera di La Monica è la fotografia in bianco e nero, che all’interno della storia contribuisce a creare un’atmosfera trasognata e allo stesso tempo priva di speranza. La natura e l’ambientazione rurale assumono un’importanza particolare nel film, la regia non si limita a relegare l’aspetto naturalistico come semplice sfondo, ma diventa testimone del viaggio del padre con la figlia verso il male, e allo stesso tempo le forze della natura rispondono a quello stesso male. Malgrado questi due aspetti siano fondamentali nello svolgimento del film e nel metaforizzare gli avvenimenti nella trama, entrambe le caratteristiche, il bianco e nero e la preponderanza della natura, non riescono fino in fondo nel loro scopo. Per quanto riguarda la fotografia, essa è molto efficace nei primi e primissimi piani dei personaggi, mentre si scarica del suo potere evocativo proprio nella rappresentazione del bosco e della ruralità, diventando piatta, con pochi contrasti, e proprio per questo motivo sembra ridursi ad una scala di grigi. Dio non ti odia è un film che affonda la sua struttura nella recitazione dei personaggi principali, il padre, interpretato da Roberto Romano, e la figlia, interpretata da  Emilia Passalacqua, ma spesso non risultano sufficientemente convincenti, e questo aspetto viene evidenziato anche attraverso l’uso di primissimi piani, che se da una parte dovrebbero aumentare l’empatia nei confronti dei personaggi, dall’altra non riescono sempre nel loro intento, proprio per una recitazione non convincente.

La colonna sonora di Vincenzo Di Silvestro invece, riesce perfettamente a creare la giusta atmosfera, e si armonizza molto bene con i suoni della natura.
Risultano un tantino ridondanti, infine, le didascalie all’interno del film, che tendono a rimarcare i concetti presenti all’interno di esso con eccessiva eloquenza.

Nonostante tutto, Dio non ti odia è un film a basso budget, un progetto coraggioso, i cui difetti possono essere compensati, se si vuole, dalla storia, che risulta interessante, coinvolgente e non manca di stupire lo spettatore con continui colpi di scena, che permettono un buon andamento della trama.

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