HODTV: “Crawl” – Recensione
HODTV: “Crawl” – Recensione

Written by Chiara Volponi

Dicembre 29, 2020

Per la rubrica in collaborazione con la piattaforma streaming horror HODTV oggi proponiamo la recensione di Crawl, presente in catalogo su https://hodtv.net/?idPr=WH96P.

Crawl, film del 2011, è un thriller indipendente prodotto e diretto da Paul China e Benjamin China e segna l’esordio dei due registi australiani.

È sera, Marilyn Burns (Georgina Haig) ha appena finito il suo turno nel bar di Slim Walding (Paul Holmes), un uomo perverso che ha assoldato uno spietato assassino croato (George Shevtsov) per uccidere un amico in debito con lui. Marilyn è ansiosa di tornare a casa, perché sa che quella sera incontrerà il suo ragazzo e spera di ricevere la proposta di matrimonio tanto desiderata. Ma i piani di Marilyn, Slim e dell’assassino non andranno come previsto, creando una pericolosa e violenta reazione a catena innescata un po’ dal caso e un po’ dalla volontà dei personaggi.

Crawl è un thriller la cui atmosfera punta molto sui silenzi e sulle attese al fine di accrescere la suspense e la sensazione di angoscia nello spettatore: le colonne sonore sono ridotte e cedono il posto ai suoni diegetici, l’azione è ridotta per la maggior parte del film, con un’abbondanza di tempi morti. È evidente che l’uso di questi espedienti appena descritti rappresentino l’omaggio che i fratelli China hanno reso a Non è un paese per vecchi (No Country for Old Men, 2007) dei fratelli Cohen: basti pensare all’abbigliamento del killer, che malgrado sia croato è vestito come un cowboy texano, o alla scena in cui beve il latte.

Malgrado i presupposti per creare un ottimo thriller siano tutti presenti, il film inciampa sui suoi stessi passi, perdendo l’efficacia proprio nei punti che dovrebbero essere quelli di forza nella regia. Infatti, gli appena citati tempi morti, che dovrebbero creare suspense e tensione, si dimostrano inefficaci e rendono prolisso l’andamento della trama, appesantendone la durata. Ci sono più momenti in cui, proprio a causa di questi eccessivi tempi morti, la regia cerca di costruire una tensione che non viene mai portata al culmine, esaurendosi prima ancora di aver soddisfatto la richiesta di suspense che ci si aspetta da un film di questo genere. La soddisfazione dello spettatore viene colmata, almeno in parte, dalle poche (ma buone) scene di violenza, che si dimostrano efficaci e vengono acuite da un uso intelligente del make-up e del sangue.

Buona la recitazione di Paul Holmes, che riesce a dare carattere ad un personaggio maligno e perverso, poco efficace invece, il personaggio del killer polacco, che dovrebbe rappresentare la figura dell’assassino freddo e spietato, ma che manca di espressività e risulta poco convincente. Georgina Haig, che interpreta la giovane protagonista ed ha recitato in molte serie tv e film australiani di successo, è efficace, soprattutto nei primi piani.

Crawl ha avuto un discreto successo nei festival internazionali, per citarne alcuni: lo Sitges Film Festival in Spagna, il FrightFest in Regno Unito, il Brisbane International Film Festival in Australia. Nel 2011 ha vinto il premio per Miglior attrice (Georgina Haig), Miglior regia (Paul China) e Migliore fotografia (Brian J. Breheny) allo Screamfest Horror Film Festival negli Stati Uniti.

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