HELLRAISER
HELLRAISER

Un misterioso cubo. Demoni arrivati da una dimensione da incubo il cui unico scopo è trovare povere vittime da torturare e uccidere per raggiungere l’estasi. Defunti che resuscitano nutrendosi si altre forme di vita. Un triangolo amoroso squallido e perverso oltre ogni limite. E, infine, una ragazza-eroe pronta a fronteggiare il male. Questi gli elementi narrativi chiave del film Hellraiser.
Clive Barker, nasce come scrittore horror e diventa presto celebre per titoli come Libri di sangue, una serie antologica di racconti brevi divisa in sei volumi. Sarebbe però estremamente riduttivo relegare Barker in questo unico ambito culturale, visto la sua natura fortemente eclettica. L’autore cerca di utilizzare molti dei media esistenti per formalizzare e concretizzare la sua idea artistica. Eccellendo in quasi ogni ambito artistico, Barker riesce a muoversi agilmente nel campo del racconto breve, del romanzo, dell’illustrazione e del fumetto, della pittura, del teatro, della saggistica, della scrittura cinematografica e infine della regia. Scontento della trasposizione cinematografica del suo racconto Rawhead Rex (George Pavlou, 1986) Barker decide di scrivere e dirigere lui stesso il film Hellraiser, tratto a sua volta da un suo racconto intitolato Schiavi dell’inferno scritto nel 1986.
Al centro del film troviamo i cenobiti, o supplizianti come nella versione italiana, esseri mostruosi e inter-dimensionali. Gli effetti speciali usati per la creazione di questi mostri sono esteticamente perfetti e il loro look dark ci permette il collegamento con il topos principale del film: la perversione. Il concetto di perversione è rintracciabile nell’intera opera di Barker e in questo film si realizza nella sua massima espressione mutando costantemente tra masochismo e sadismo. Temi che ci avvicinano alle battaglie per l’affermazione ed il riconoscimento dell’omosessualità, condotte nell’America durante gli anni Ottanta, periodo in cui l’autore decise di fare outing.
In questo quadro politico-culturale si inserisce a pieno titolo la serie di fotografie Portfolio X, di Robert Mapplethorpe, un artista contemporaneo emergente, protagonista di una profonda ricerca visiva senza restrizioni. Il fil rouge che lega questi due artisti è il costante movimento tra pornografia ed esibizione. Come Mappletorphe, Barker riesce grazie al suo estro creativo a parlare di tematiche delicate sempre più coinvolgenti ed estremamente attuali, puntando sulla combinazioni di elementi horror e scelte autoriali molto coraggiose.
La carriera cinematografica di Barker come regista, non è stata molto prolifica, possiamo contare all’attivo un massimo di tre film. Degno di nota il suo film successivo intitolato Cabal del 1990. Un piccolo gioiello horror da vedere assolutamente nella versione integrale, con un inedito David Cronenberg attore che interpreta magistralmente un dottore serial-killer. Come sceneggiatore è bene ricordare il suo lavoro svolto sul film Candyman (Bernard Rose,1992) tratto anch’esso da un suo racconto intitolato The forbidden del 1985.
Il film Hellraiser darà vita a nove sequel che tenderanno sempre di più ad allontanarsi dalla visione di Barker fino a diventare dei piccoli film carichi di effetti speciali ma purtroppo sterili dal punto di vista della ricerca narrativa e stilistica.

Recensione di: Andrea Ponzecchi

A mysterious cube. Demons emerged from a nightmarish dimension, their only purpose finding people to torture and kill to reach ecstasy. The dead rise again, feeding on the living. A squallid and perverted beyond every limit love triangle. And, lastly, a girl-hero ready to fight evil. These are the key elements of “Hellraiser”. Clive Barker started his career as a horror writer and soon reached fame with titles such as Books of Blood, an anthological series of short stories divided into six volumes. However, it would be extremely reductive to relegate Barker only to this cultural context, given his highly eclectic nature. The author tries to use many of the media used to formalize and concretize his artistic idea. Excelling in almost every artistic field, Barker manages to make his way easily in the field of short story, novel, use and comics, painting, theater, nonfiction, screenwriting and finally directing. Unsatisfied with the movie adaptation of his short story Rawhead Rex (George Pavlou, 1986) Barker decided to write and direct Hellraiser himself, based on his short story “Slaves of Hell” written in 1986. The main story revolves around the cenobites, monstrous and inter-dimensional beings. The special effects used for the creation of these monsters are aesthetically perfect and their dark look allows us to connect with the main topos of the movie: perversion. Concept that can be found in Barker’s entire operas, reaching here its maximum expression by constantly changing between masochism and sadism. Themes that bring us closer to the battles for the affirmation and recognition of homosexuality, conducted in America during the eighties, a period in which the author decided to outing. The photographic collection Portfolio X, by Robert Mapplethorpe, an emerging contemporary artist, protagonist of a profound visual research without restrictions, fits completly into this political-cultural framework. The “fil rouge” linking these two artists is the constant movement between pornography and exhibitionism. Like Mappletorphe, thanks to his creative flair, Barker manages to talk about delicate themes that are increasingly involving and still actual to the present day, focusing on combinations of horror elements and very courageous authorial choices. Barker’s movie career as a director has not been very prolific, as we can list a maximum of three films. Worthy of notice is his next movie Cabal from 1990. A little horror pearl, seen in its full version, with an inedited David Cronenberg actor who masterfully plays a serial-killer doctor. As a screenwriter, it is good to remember his work on the movie Candyman (Bernard Rose, 1992), also inspired by his short story entitled “The forbidden” of 1985. Hellraiser will be followed by nine sequels that will strain more and more away from Barker’s vision until they become niche movies full of special effects but unfortunately sterile from a narrative and stylistic point of view.

written by Andrea Ponzecchi

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